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Andrea Lo Cicero (scheda)

nato a: Catania
il: 07.05.76
ruolo: pilone
altezza: 185cm
peso: 113kg
Club: Infinito L’AquilA
Caps: 66
Esordio in Nazionale: Italia – Inghilterra 12-59, Roma 18.03.00
punti segnati: 30 (6 mete)
Caps 6 Nazioni: 30
Caps RWC: 3
altre selezioni: “A”, U21, U19
Website: www.andrealocicero.it

Chi è Andrea Lo Cicero

Siciliano doc, originario di Catania, Andrea si è avvicinato al rugby con il club della città etnea, l’Amatori, prima che si manifestasse la sua vocazione di giramondo della palla ovale.
Nel suo curriculum, il pilone siciliano vanta alcuni tra i più prestigiosi club d’Italia (Bologna, Rovigo, Roma, L’Aquila) ed una stagione nel club francese dello Stade Toulousain.
Convocato in Nazionale per la prima volta a 23 anni, ha fatto parte della Nazionale che ha preso parte alla Coppa del Mondo 1999 ma la sua esplosione a livello internazionale è arrivata a partire dal 2000.
Da allora è stato sempre presente in Azzurro, scendendo in campo in tutti i 6 Nazioni e meritando nel 2004 un posto nel XV ideale del 6 Nazioni. Sempre nel 2004 è divenuto il primo italiano ad indossare la maglia dei Barbarians, lo storico club internazionale ad inviti: con la maglia bianconera dei Baa-Baas ha messo a segno, all’esordio una meta contro gli All Blacks neozelandesi, ed ha partecipato a due tour nel 2005 e nel 2006.
Capitano della Nazionale nel tour estivo 2007.
Per due stagioni leader dell’Infinito L’Aquila, è in procinto di passare al Racing di Parigi per la stagione 2007/2008.

I CLUB

La carriera rugbistica di Andrea ha inizio a Catania. A scuola, in primo liceo, il professore di ed.fisica Pippo Puglisi, che guarda caso gioca a rugby, lo avvia a questa disciplina.
Andrea già aveva avuto modo di conoscere il rugby grazie allo zio Michele che militava nelle file dell’Amatori Catania.
E’ da questo momento che decide di seguire i primi allenamenti presso i campi di Club locali, fra i quali il CUS Catania, Battiati Rugby e Amatori dove è presto notato per le capacità fisiche e la determinazione non comuni fra i suoi coetanei.
Dopo le prime partite da titolare in prima divisione con l’Amatori Catania (con cui gioca per quattro stagioni), a fianco di Jany Brad (ex capitano degli Springbok), Andrea brucia le tappe, arrivando in poco tempo al Bologna, il cui c.t. Mario Pavin lo nota fra i tanti giovani.
Trascorre un anno a Bologna per poi essere contattato dal Rovigo. L’allora c.t. francese Guy Pardies lo schiera con i colori rodigini per tutta la stagione. Qui ha modo di stringere una sincera amicizia con la sua seconda linea Luke Gross con il quale, affronta il trasferimento alla Rugby Roma.
Nel 99 viene nella capitale, chiamato dal presidente dell’Olimpic Club, Remato Speziali che intende rinforzare la squadra in previsione di una decisa scalata delle classifiche del campionato. Infatti, l’allora c.t. della Roma Gilbert Doucet lo impiega senza tregua e coadiuvato dall’ottimo preparatore atletico Riccardo Franconi, ottengono nel 2000 lo scudetto che mancava dalla capitale da più di 50 anni.
Dopo lo scudetto Andrea rimane alla Roma per un’altra stagione.
Alla fine del campionato, nel 2001, la Juventus del rugby transalpino lo vuole per le prossime stagioni a Tolosa. Il manager dello Stade Toulousain gli propone un contratto di tre anni.
Dopo aver terminato una stagione da titolare nel Club francese, Andrea preferisce tornare a Roma e affronta due stagioni con la Lazio e Primavera sia come giocatore sia come allenatore.
In questo Club riceve grande soddisfazione sia per la stima corrisposta dai ragazzi da lui allenati, sia per le grandi capacità e qualità fisiche della maggior parte di loro, nati e cresciuti nel vivaio dello stesso Club.
Nel 2004 Andrea è avvicinato da diversi Club europei ed italiani, fra i quali L’Aquila Rugby, su cui ricade la sua scelta.
I dirigenti del Club abruzzese lo accolgono con grande affetto, facendolo sentire a casa così come i compagni di squadra e tutta la cittadinanza.

LA NAZIONALE

La prima esperienza con la Nazionale risale al 1999, quando Andrea è convocato dal binomio Coste-Mascioletti per giocare la RWC ’99 con la nazionale maggiore.
In Gran Bretagna Andrea non è impiegato in nessuna partita, rimanendo a disposizione.
Per il Sei Nazioni 2000 Brad Johnstone lo vuole in squadra dandogli la possibilità di giocare contro l’Inghilterra. Rimane titolare per tutto il Torneo.
Quell’estate la Nazionale parte per il tour estivo nel Sud Pacifico. In quell’occasione Andrea ha modo di constatare quanto quelle isole fossero ospitali verso la Nazionale Azzurra.
Da quel momento la squadra inizia la sua trasformazione con l’introduzione di elementi nuovi e la conferma di altri che diverranno i veterani di oggi.
A novembre di quell’anno è convocato per affrontare gli All Blacks a Genova in occasione del tour estivo della squadra neozelandese. In quella partita Andrea segna una meta che tuttora è riportata dalle cronache sportive. Non sarà neanche l’ultima, infatti, avrà modo di colpire gli All Blacks anche in occasione della sua convocazione con l’onorevole maglia dei Barbarians (mitico Club ad inviti) nel dicembre del 2004.
Nei successivi Tornei delle Sei Nazioni (2001-2002-2003-2004-2005) Andrea è regolarmente impiegato dal c.t. John Kirwan il quale gli dimostra una profonda fiducia nel suo operato. In quegli anni le capacità tecniche d’Andrea trovano un’ulteriore conferma essendo inserito più volte, dalla stampa straniera, nel quindici ideale d’Europa.
In vista dei mondiali 2003 che si tengono in Australia in ottobre e novembre, Andrea si trasferisce con la squadra a Nevegal, per affrontare una dura preparazione atletica sotto la supervisione di Pascal Valentini.
La RWC ’03 si rivela un grosso successo per Kirwan che, anche grazie alle sue scelte tattiche pesantemente criticate dagli addetti ai lavori, conduce la Nazionale azzurra verso risultati mai ottenuti prima in una Coppa del Mondo.
Andrea, al suo rientro in Italia, trova un consenso che difficilmente si sarebbe immaginato in particolare modo fra i giovani rugbisti e fra coloro i quali si sono avvicinati a questo sport guardando le sue partite.

I BARBARIANS

Il prestigioso Club ad inviti lo ha voluto in occasione della partita contro gli All Blacks svoltasi a Twickenham il 4 dicembre 2004 per il Gartmore Challenge.

Andrea commenta:
Giocare a fianco di quei campioni provenienti dalle Nazionali di tutto il mondo è stato esaltante, mi sembrava di vivere in un videogame dove è possibile creare la squadra dei sogni di cui tu sei parte integrante!

Durante i giorni della convocazione ci hanno dato la possibilità di fare una vita da sogno: eravamo serviti e riveriti, ogni nostro desiderio era esaudito immediatamente. Per i trasferimenti dall’hotel, situato al centro di Londra, al campo d’allenamento, noi giocatori eravamo fatti salire su più limousine dai vetri oscurati che seguivano strade diverse, per ricongiungerci alla fine del percorso, dando la sensazione di essere in un film d’azione alla Point Break.

Quando Bob Dwyer diede la formazione, ci assicurò che avremmo giocato tutti. E mentre ero in panchina, durante il primo tempo, guardando i ragazzi giocare, la rabbia per non potermi esprimere in campo, montava lentamente. Al termine del primo tempo mi ha sostituito a Bill Young (vice campione del mondo con l’Australia e campione del Super Twelve con i Brumbies!). Da quel momento in poi mi sembrava di sognare. Nel momento in cui ho preso il primo pallone, tutto ciò che avevo accumulato sino a quell’istante si è tramutato in energia esplosiva, permettendomi di creare un buco nella loro difesa e, dopo una corsa di dieci metri, schiacciare la palla in meta.


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